Sono ormai 6 mesi che non gioco più ad un gioco di ruolo. Ho smesso un poco alla volta, giocando sempre meno, fino chiudere il manuale in un cassetto. Eppure quando vedo certe immagini fantasy sul web, o certe miniature, leggo certi racconti, la mente comincia a vagare e mi verrebbe da prendere carta e matita per disegnare, annotare, fare mappe...
E allora perchè ho smesso? Perchè gli amici con cui mi trovavo tutti i sabato hanno smesso di organizzare partite, e d'altronde erano mesi che invece di giocare finivamo per dire scemenze e mangiare patatine. Non gioco di ruolo, ma un semplice ritrovo di amici. E così col tempo il nostro appuntamento fisso è venuto a mancare e pare che nessuno ne senta più la mancanza. Una cosa di tutto questo mi spaventa: credo che nessuno senta la mancanza del gioco di ruolo perchè stiamo tutti diventando grandi (abbiamo tutti dai 20 ai 23 anni), e nella nostra testa la fantasia sta lasciando spazio al concreto, alla grigia banalità di tutti i giorni. Per un curioso effetto stiamo diventando come gli adulti che abbiamo sempre criticato perchè non capivano la nostra passione, quasi come se fossimo stati contagiati. Diventiamo come quei nostri amici che ci guardano storto perchè giochiamo con le nostre fantasie, alla nostra età. E' probabile che tra qualche anno, ripensando ai miei castelli mentali e alle favolose avventure, li vedrò come un mare di cretinate.
Però adesso, a ben pensarci, mi viene un po' di tristezza.
E allora perchè ho smesso? Perchè gli amici con cui mi trovavo tutti i sabato hanno smesso di organizzare partite, e d'altronde erano mesi che invece di giocare finivamo per dire scemenze e mangiare patatine. Non gioco di ruolo, ma un semplice ritrovo di amici. E così col tempo il nostro appuntamento fisso è venuto a mancare e pare che nessuno ne senta più la mancanza. Una cosa di tutto questo mi spaventa: credo che nessuno senta la mancanza del gioco di ruolo perchè stiamo tutti diventando grandi (abbiamo tutti dai 20 ai 23 anni), e nella nostra testa la fantasia sta lasciando spazio al concreto, alla grigia banalità di tutti i giorni. Per un curioso effetto stiamo diventando come gli adulti che abbiamo sempre criticato perchè non capivano la nostra passione, quasi come se fossimo stati contagiati. Diventiamo come quei nostri amici che ci guardano storto perchè giochiamo con le nostre fantasie, alla nostra età. E' probabile che tra qualche anno, ripensando ai miei castelli mentali e alle favolose avventure, li vedrò come un mare di cretinate.
Però adesso, a ben pensarci, mi viene un po' di tristezza.
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